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Governo, Romani: “In politica estera Gentiloni vale zero”


“Do un voto zero alla politica estera italiana del governo Gentiloni”. Lo dice in un’intervista a Affaritaliani il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani. “Mi riferisco – motiva il suo giudizio Romani – al tentativo dell’Austria di dare la cittadinanza e il passaporto austriaco ai cittadini italiani di lingua tedesca dell’Alto Adige senza che il governo italiano abbia chiarito che l’accordo De Gasperi-Gruber è definitivo, esaustivo e incontrovertibile. Mi riferisco al blocco, all’indomani della visita di Erdogan in Italia, che la Turchia si è permessa di esercitare su una piattaforma petrolifera dell’Eni nel silenzio del governo italiano. E ancora, all’inasprimento della tensione nella regione al confine fra Libano, Israele e Siria, in un contesto complicato dalle imminenti elezioni in Libano, dalla guerra siriana e dal coinvolgimento dei grandi players e dove, nonostante la nostra presenza con un contingente di 1.200 uomini nella missione Unifil che in passato abbiamo anche comandato con il generale Graziano, emerge ancora una volta un apparente disinteresse”. “Tutto questo – osserva il capogruppo forzista – è inaccettabile per un grande Paese come il nostro che può svolgere un ruolo fondamentale con iniziative nazionali come in Libia, all’interno degli organismi internazionali, infine come alleato leale degli Stati Uniti. Ma la politica estera americana non ci appare nemmeno in Corea, dove sta accadendo qualcosa, la più coerente, come dice ragionevolmente Romano Prodi, erratica. Ci sono molte cose che si debbono e si possono fare e, ultimo ma non meno importante, nei rapporti con la Libia dove ancora non è chiaro se la nostra strategia preveda un accordo e una collaborazione solo con il governo di Serraj o anche un confronto con il generale Haftar o con le milizie e le tribù, tante quante sono in Libia. Direi quindi – conclude – un voto zero alla politica estera italiana di questo governo”.

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