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Terremoto, Senatori Fi: “Ritardi enormi, confronto con L’Aquila impietoso”


La richiesta della fiducia sul terzo decreto sul terremoto “è una occasione mancata e una perdita di tempo”. Lo dicono i senatori di Forza Italia, in una conferenza stampa organizzata a Palazzo Madama insieme ad alcuni dei sindaci dei comuni colpiti dagli eventi sismici della seconda metà del 2016 nel centro Italia. “Il confronto con quello che è successo in questi mesi rispetto invece al terremoto de L’Aquila – spiega Paolo Romani- è sintetizzato dal fatto che nel 2009 circa 40mila persone hanno avuto una casa dopo sei mesi, oggi invece sono state consegnate 63 casette dopo 7 mesi rispetto alle 3mila necessarie”. Secondo il capogruppo di Forza Italia al Senato, nelle zone colpite da terremoto “è in atto un processo di desertificazione della filiera agricola e artigianale e c’è il rischio che questo porti allo spopolamento della zona. Non lo possiamo consentire”. In Parlamento “non siamo stato messi in condizione di modificare nulla, ma non c’era bisogno di un voto di fiducia perché non c’era intento ostruzionistico, Forza Italia ha presentato solo 108 emendamenti”. Romani mostra perplessità anche sul lavoro del commissario alla ricostruzione Vasco Errani, il quale “mi pare abbia più in testa i problemi del suo partito che quelli delle popolazioni”. Anche secondo Paola Pelino, il decreto che verrà approvato oggi ” è insufficiente. Alla Camera sono state apportate delle modifiche interessanti ma manca il ristoro ai danni indiretti. E poi non solo non parte la ricostruzione, ma siamo ancora alle macerie e nessuna iniziativa imprenditoriale può partire. I comuni andavano esclusi dal vincolo del pareggio di bilancio”. Andrea Mandelli, capogruppo FI in commissione Bilancio, rincara: “Abbiamo cercato di dar voce alle popolazioni, alle aziende e ai comuni che manifestano disagio per questo decreto in cui ci sono pochi soldi tante regole e tante deroghe”. E per Remigio Ceroni, senatore marchigiano, “il Governo si è dimostrato incapace e inadeguato, rifiutando le proposte di opposizione e sindaci stessi. Sono stati fatti 3 decreti, un quarto arriverà e 18 ordinanze della protezione civile, una legislazione farraginosa è incomprensibile. Avevamo proposto al governo di acquistare gli immobili invenduti, hanno detto no per onorare l’impegno di acquistare casette per un miliardo di euro di casette, salvo poi ripensarci oggi. Ci sono ritardi nella rendicontazione, sono state consegnante 33 stalle su 1500, i sopralluoghi non sono terminati, non è partita la ricostruzione”. Che “i comuni sono stati completamente ignorati” come dice Ceroni, lo confermano anche alcuni sindaci presenti: per Maurizio Bucchi, primo cittadino di Teramo, in Abruzzo, “faremo fatica a mantenere a posto i nostri bilanci, e nonostante questo ho avuto 350mila euro in dono da Conad e non potrò spenderli”. Mentre il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, sottolinea che “nel mio Comune ci sono ancora 6mila sopralluoghi da fare ma c’è tempo solo fino al 31 luglio per chiedere il beneficio. C’è stata troppa improvvisazione”.

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